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:: commento di renzo ferrari nel documentario ::
1° intervista Renzo Ferrari (OFF, in casa
a Cadro, aprile 2004)
Le Stilleben sono un po' diciamo il contro canto o l'elemento
di pausa, cioè vita silente. Vale a dire che sono come delle pause
che io pongo rispetto al movimento e a taluni temi legati appunto
più all'artificiale. Qui è riconsiderare in modo abbastanza piano,
più rilassato degli elementi che ci accompagnano nella quotidianità.
Anche in questo caso tu vedi che per esempio l'ambiente di Cadro
ha un carattere più rilassato e domestico che quello di Milano che…
dove… In ogni caso però poi succede che i due mondi vengano a contaminarsi
ugualmente, insomma.
2° intervista RF (IN, totale, nell'atelier Cornelio
a Cadro, aprile 2004)
Succede a tutti di avere dei ritmi alterni in senso creativo,
insomma, di avere dei momenti di secca. Io tento un po' con l'esperienza
di ovviare a questi momenti di secca tenendo questo esercizio continuo
dello sguardo e, conseguentemente, dell'immagine, del movimento
dell'immagine che mi permette di avere questa riserva, questo serbatoio…
che sono questi schizzi all'esterno, che sono variati. Perché poi,
non so, possono andare dalla registrazione quasi impressionistica
di una cosa che mi interessa, mi colpisce magari anche da tempo
nella memoria addirittura infantile, eccetera… Se si tratta dei
luoghi di Cadro. O di cose che insomma è magari un po' che frequento,
io tento di ri - frequentarli, di ri - registrarli.
3° intervista RF (IN, primo piano, a New York,
sul Brooklyn Bridge, marzo 2004)
Praticamente è come essere dentro ad un (Mark) Tobey, cioè a questa
cosa della… dei ritmi continui delle… delle finestre dei grattacieli…
e fa un fondo quadrettato che, inframmezzato da queste diagonali
qua del bridge, è… per me è bellissimo! 4° intervista RF (IN,
primo piano, a
New York, nelle strade di Manhattan, marzo 2004)
VH (off): New York che ti da?
RF (in): Mah, direi degli stimoli enormi che dovrei… dovrei
forse averne con più frequenza, venirci di più. Nel senso che è
indubitabile che questa dimensione tutta in altezza di… dei grattacieli,
di queste costruzioni che arrapano, vanno in alto, costringono a
sentirsi piccolini. 5° intervista RF
(IN e OFF), primo piano, a New York, nelle strade
di Manhattan, marzo 2004)
VH (off): L'acquerello per te che cosa è sul posto?
RF (in e off): Ma diciamo che è una tecnica che permette
di essere così, molto estemporanei, veloci. Anche se poi dico già
una contraddizione perché bisogna aspettare che asciughi eccetera.
Però mi da, diciamo subito, la nota di colore interessante magari
per poi tenerne conto per un quadro, una roba del genere. Cioè,
diciamo che è il primo pensiero.
Imagofilm
Lugano, 2004
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