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  • Rivista Arte & Storia, No. 10, maggio-giugno 2002 (Lugano)
    Mussolini, Churchill e cartoline di Alessandra Ostini
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  • Varesenews Arte, www.varesenews.it, 2003
    Ricordo di un testimone. Lo sguardo di un secolo - Mario Chiodetti ricorda l'incontro con Schiefer
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  • Corriere del Ticino, Cultura e Spettacoli, 31 ottobre 2003
    Sfogliando la Storia con Christian Schiefer di Antonio Mariotti - estratto

    […] Mussolini, Churchill e cartoline non si presenta come un’opera di fattura tradizionale nell’ambito di quel filone documentaristico, sempre molto battuto, che rende spunto da un ricco materiale fotografico d’archivio. Il fatto che Christian Schiefer sia scomparso appena da qualche anno, fa da un lato rimpiangere il fatto che nessun cineasta si sia interessato a lui prima d’oggi ma d’altra parte offre ad Hermann totale libertà d’azione. La voce del fotografo (tratta da alcune interviste realizzate dalla RSI) scandisce diverse sequenze, fornendo il valore aggiunto della testimonianza diretta, ma in fin dei conti sono le immagini a fare da asse portante della narrazione. Immagini che – contrariamente a quanto fatto da Hermann nel suo altro film dedicato a un fotografo (En voyage avec Jean Mohr del 1992) – vengono sin dall’inizio “trattate”, messe in movimento, sovrapposte tra loro o a scritte tipografiche con i caratteri dell’epoca, s’insinuano dentro pagine di giornale, appaiono in filigrana alle riprese girate al giorno d’oggi nei sottopassaggi di Piazzale Loreto, teatro di uno dei più celebri “incontri con la storia” di Schiefer. […]
    […] È d’altra parte interessante notare come Hermann “sfogli” l’opera di Schiefer secondo dei criteri del tutto slegati da qualsiasi preoccupazione cronologica. Una scelta che può in un primo momento lasciare disorientati, anche perché non è facile mettere sullo stesso piano le immagini dei cadaveri di Mussolini e degli altri gerarchi fascisti appesi per i piedi a Piazzale Loreto il 29 aprile del 1945 e quelle delle prime magnolie in fiore sul lungolago di Lugano. Una scelta che alla fine s’impone però come ineludibile nell’ambito della creatività dell’autore che (in modo arbitrario come sono tutte le scelte) decide di privilegiare alcuni aspetti invece di altri, visto che l’esaustività sarebbe risultata comunque impossibile o estremamente noiosa

  • Giornale del popolo, Spettacoli e Cultura, 18 marzo 2004
    Videocamera con vista fotografica di Renato Martinoni - estratto

    […] La cornice cronologica del film è quella degli anni della guerra e dell’immediato dopoguerra, quando la foto (che fortuna!) è ancora in bianco e nero. Schiefer fa la cronaca della fine del conflitto (con le celebri immagini, pochi ancora sanno che sono sue, dei corpi di Mussolini e dei suoi compari esposti in Piazzale Loreto a Milano), mostra i gerarchi che si arrendono, e i vecchi e spietati ras paiono oramai fantocci impauriti e disorientati, illustra la rivolta nel carcere di San Vittore, nel 1946; senza dimenticare anche gli echi prodotti dagli eventi (la fine della guerra com’è vissuta al mercato, fra le donne, o nelle scuole elementari). Nel suo ricchissimo archivio (peccato che molta roba sia naufragata in un’esondazione del lago, negli anni Cinquanta) c’è anche posto per tanta gente illustre: Ma scagni, Beniamino Gigli, Strass, Ansermet, Toscanini; per sportivi amatissimi come Coppi, Kübler e Koblet; per il jet-set fatto di re e regine vacanzieri smontati a Lugano; persino (grazie al cioccolato, che gli apre qualche porta) per Winston Churchill un poco misteriosamente arrivato, nel settembre del 1945, sul lago di Como. […]

   

 

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