| in motoscafo o dipinge in un parco. Oggi nessuno
cita più il nome dell’autore di queste fotografie.
Durante le ricerche per il mio documentario precedente “Luigi
Einaudi. Diario dell’esilio svizzero” ho scoperto
il fotografo Christian Schiefer (1896-1998). Nella sua lunga
carriera egli ha realizzato diversi reportage in Lombardia
e ha soprattutto fotografato, nel corso della sua vita, il
Ticino che non ha mai lasciato. Ha fotografato anche la vita
mondana a Campione d’Italia, alla Scala di Milano e
al Festival dei film di Lugano e poi di Locarno.
Schiefer non ha mai eseguito grandi reportage all'estero,
come i suoi colleghi Senn, Schuh o Staub, ma ha presentato
il Ticino su grandi riviste svizzere come Schweizer Illustrierte
o Neue Zürcher Zeitung. Ha fatto scoprire ai lettori
una parte del nostro paese, specialmente nella Berliner Illustrierte
Zeitung, Zürcher Illustrierte e in Illustrazione ticinese,
riviste che avevano un’altissima tiratura all'epoca.
Schiefer ha eseguito molti reportage sulle fiere che, all'epoca,
hanno messo in risalto la vivacità dell'economia locale.
Anche la vita culturale e la presenza di personaggi famosi
è stata colta dal suo obiettivo. Per citarne alcuni:
i consiglieri federali Motta, Celio, Lepori, Rubattel, Etter,
Häberlin, von Steiger, Nobs, Obrecht, Kobelt e il Generale
Guisan. La principessa Marie José, il re Faruk, lo
scià di Persia, i principi di Monaco, il re di Spagna.
Konrad Adenauer, Theodor Heuss, Gottlieb Duttweiler, Francesco
Chiesa, Giuseppe Foglia, il Maestro Pietro Mascagni, Arturo
Honegger, Beniamino Gigli, Wilhelm Backhaus (cittadino onorario
di Lugano in seguito), Alessandro Blasetti, Han Coray, Mario
Chiattone, Romy Schneider e Alain Delon, Zarah Leander.
Christian Schiefer è stato anche editore di cartoline
postali che riprendevano Lugano e i suoi alberghi, e i dintorni.
Oggi sono diventate un materiale importante che documenta
la storia di Lugano. Per i grandi fotoreporter era decisamente
insolito pubblicare cartoline. Schiefer al contrario ha fatto
anche questo lavoro.
Con questo secondo film sulla fotografia, di seguito a "En
voyage avec Jean Mohr" del 1992, vorrei fare un trittico
sul fotogiornalismo in Svizzera.
Schiefer è sempre stato un uomo modesto ed ha vissuto
all'ombra dei grandi nomi della fotografia svizzera. Non esistono
ancora libri fotografici a lui dedicati. Solo di recente qualche
sua fotografia è stata pubblicata nei libri di storia.
Il mio film, con il progetto per il 2003 di un'esposizione
itinerante a lui dedicata, renderanno il dovuto omaggio ad
un uomo che ha fotografato sempre, nel corso di tutta la sua
vita, per un intero secolo.
Lo scrittore Alberto Nessi, con un testo poetico-informativo,
farà il commento.
Sono dell’avviso che non tutto ciò che oggi sappiamo
su Schiefer debba essere raccontato. Le sue fotografie parlano
da sole.
Colonna sonora di Paul Giger e Ivano Torre. |