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Nasce a Davos il 23 agosto del 1896. I genitori, Andreas Schiefer e Maria Therese Schlögle, erano originari di St. Leonard in Passeier, provincia di Bolzano. Il padre lavorava come falegname nel Canton Grigioni. Formazione e lavoro
Schiefer aveva studiato presso un fotografo a Davos, dove era nato nel 1896. Fece corsi di perfezionamento a Vienna. Tornò in Svizzera dove lavorò in diverse città fra cui Aarau, Winterthur, Losanna, Zurigo, Schuls.

Nel 1920 aprì uno studio di fotografia a Lugano - Paradiso, in via Cattori 6. Si specializzò in ritratti, fotografie tecniche come paesaggi e fotografie in cui si ritraevano alberghi per pubblicazioni. Nel 1924 diventò editore di cartoline postali. Queste ultime hanno avuto notevole importanza nella sua produzione fotografica. Purtroppo gran parte delle stampe e dei negativi sono andati perduti nelle alluvioni degli anni ’50. Si sono salvate le cartoline grazie ai collezionisti e a varie pubblicazioni come “Lugano bella e nostalgica”. Nessun altro fotoreporter svizzero si degnò di fare l’editore di semplici cartoline e questo lo contraddistinse dato che produsse cartoline uniche nel loro genere. Dal 1931 iniziò a collaborare con la rivista “Illustrazione Ticinese” e poi con il "Messaggero Ticinese", la “Schweizer Illustrierte”, con il supplemento della "NZZ", la “Zürcher Illustrierte" e altre testate ancora. Nel 1932 aprì un negozio in Via Nassa. In seguito traslocò in Riva Caccia, verso Paradiso. Si ritirò nel 1986, dopo ben 73 anni di attività fotografica. Morì nel 1998 a Lugano - Paradiso.
Lo stile
Grazie ad una piccola Agfa, ricevuta dal padre a quindici anni, Schiefer iniziò a riprendere la cittadina di Davos d’inizio secolo. Non sono restate testimonianze fotografiche di quel periodo. Alcuni ritratti in stile August Sanders scattati a Lugano denotano l’influenza delle esperienze vissute a Monaco e Vienna dopo la prima guerra mondiale. Amava usare una Linhof per i ritratti. Schiefer non si considerò mai un puro fotoreporter poiché era troppo sensibile per quel genere fotografico. Lui era un artigiano: amava il ritratto e l’architettura. Riprese un grande numero di alberghi a Lugano, chiese e cappelle, portali ed entrate. Per i paesaggi usò molto una Rolleiflex ma fu anche uno dei primi fotografi che acquistarono la mitica Leica. Erano foto molto amate soprattutto dagli albergatori luganesi. Si tirava un gran numero di fotografie che venivano in seguito timbrate.
Non amando molto, come disse, il lavoro di “paparazzo” era stato scacciato nel settembre del 1945 da Winston Churchill che non sopportava la presenza di fotografi mentre si trovava sul lago di Como, a Villa Apraxin a Moltrasio. Di quell’incontro sono restate alcune immagini riprese di sfuggita.
Realizzò diversi reportage fra cui l’arrivo dall’esilio in America di Arturo Toscanini, giunto a Milano per dirigere alla Scala il Te Deum di Giuseppe Verdi. Schiefer fu presente anche durante l’ammutinamento al carcere di San Vittore a Milano. Quelle sue fotografie furono pubblicate sulle prime pagine dei giornali.
Realizzò fotografie su tematiche locali e ritratti di diversi personaggi famosi per “Illustrazione Ticinese”, che sono state sovente pubblicate in prima pagina. Alcuni personaggi che ha fotografato: i consiglieri federali Motta, Celio, Lepori, Rubattel, Etter, Häberlin, von Steiger, Nobs, Obrecht, Kobelt, il Generale Guisan e l'on. Canevascini. La principessa Marie José, il re Faruk, lo scià di Persia, i principi di Monaco, il re di Spagna, Konrad Adenauer, Theodor Heuss, Francesco Chiesa, Giuseppe Foglia, il Maestro Pietro Mascagni, Arturo Honegger, Beniamino Gigli, Wilhelm Backhaus (cittadino onorario di Lugano in seguito), Alessandro Blasetti, Han Coray, Mario Chiattone, Zarah Leander, Romy Schneider e Alain Delon, Richard Strauss, Felice Filippini, ecc.
Essendo riservato di natura, autentico gentleman, scelse probabilmente per questo motivo maggiormente le riprese di paesaggi, natura e architettura. Christian Schiefer aveva fatto molte fotografie ai primi rifugiati italiani, civili e militari. Ha anche fotografato i militari americani ed inglesi fuggiti in Svizzera dai campi di concentramento italiani. Questo materiale è stato raccolto in parte dalla Fondazione per la fotografia svizzera di Zurigo. Sono state anche raccolte fotografie della vita mondana dell’epoca a Campione ed alla “Romantica” di Melide. Schiefer aveva fotografato anche Gino Bartali, Fausto Coppi, Ugo Koblet e Ferdi Kübler.
Gino Pedroli, famoso fotografo ticinese dell’epoca, mandò da Schiefer il figlio Ares per apprendere il mestiere all’atelier di Paradiso. In quel periodo, Pedroli scattò diversi ritratti di Schiefer. Saranno le uniche foto in cui il fotografo è visto giovane rispetto alle molte che gli faranno quasi centenario. Il suo periodo lavorativo più fertile sono stati gli anni ’30 -’40 come per altri fotografi ticinesi quali ad esempio Pedroli. Tutto andò bene fino alla fine degli anni ’50. In seguito iniziò a vendere materiale fotografico ed attrezzature accessorie. In quegli anni iniziava la passione collettiva per la fotografia.
Schiefer si occupò anche di matrimoni e funerali oltre che dello sviluppo dei negativi per la clientela. Grazie alla stima che il barone von Thyssen nutriva per lui, ebbe l’occasione di riprendere l’intera collezione d’arte alla Villa Favorita a Castagnola.
Era un uomo modesto e non insistette mai per avere il nome sulle pubblicazioni. Grazie al giornalista Guido Ferrari, che lo convinse a depositare la parte indenne del suo archivio personale all’Archivio di Stato di Bellinzona, oggi possiamo sapere con certezza che alcune opere sono sue. Era anche un buon amico e non esitò nel collaborare con Vincenzo Vicari, fotografo luganese.
Negli anni ’50, quando Lugano era stata inondata varie volte, perse gran parte del suo materiale, soprattutto i negativi delle foto e le stampe. Il servizio fotografico che fece sull’accaduto, intitolato: “Wassernot im Süden”, era persino ironico.
Oggi la figlia di Schiefer, Maddalena, ha 75 anni e vive nel Nord Italia. Non ha più fotografie del padre malgrado sia stata la sua modella e una campionessa svizzera di scherma. Schiefer fece molti reportage per lo sport: come sci, ciclismo, vela e automobilismo. Riprese inoltre le gare di nuoto a Lugano-Paradiso. Si occupò anche dell’industria riprendendo sia l’architettura industriale che gli interni di alcuni alberghi purtroppo oggi demoliti.
estratto della sceneggiatura di Villi Hermann, Imagofilm Lugano 2001 ©




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