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Biografia di Jean-Pierre Pedrazzini (30 gennaio 1927 – 7 novembre 1956)

Jean-Pierre Pedrazzini nasce il 30 gennaio 1927 a Parigi, ultimo di tre figli. Il padre Guglielmo detto Willy (1896-1971) è svizzero, originario di Campo Vallemaggia, la madre Francine Crovetto (1895-1976) è monegasca. Il nonno paterno Giovanni (1852-1922) fece fortuna in Messico dopo aver scoperto delle miniere d’oro e d’argento 1 .
Jean-Pierre acquisisce la nazionalità francese alla nascita pur mantenendo quella svizzera. Passa la propria infanzia tra Parigi, dove è tra l’altro allievo di un collegio tenuto dai religiosi della “Société de Marie”, e Montecarlo. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, la famiglia Pedrazzini si trasferisce a Nizza, dove il dodicenne Jean-Pierre frequenta il Liceo Cattolico. Ma l’incalzare degli avvenimenti li spinge a trasferirsi in Svizzera: dapprima a Neuchâtel (Jean-Pierre frequenta allora la Scuola di Commercio di Losanna), poi a Davos e infine a Ginevra.
Nel frattempo i genitori divorziano, la madre decide di rimanere presso la sua famiglia a Montecarlo, mentre Jean-Pierre e sua sorella Marie-Charlotte tornano a Parigi. Seguono alcuni anni durante i quali il non ancora ventenne Jean-Pierre sogna di diventare pilota d’auto da corsa, ma nel 1948 viene assunto da “Paris Match” che il suo editore, Jean Prouvost, ha rifondato dopo la folgorante esperienza d’anteguerra.
Jean-Pierre diventa assistente del fotoreporter Walter Carone. Un anno e mezzo dopo ottiene già la promozione a fotografo, e più tardi a “grand reporter”. A partire dal 1951 copre, sempre per conto di Paris Match, numerosi eventi di grande rilevanza, come l’incoronazione della Regina d’Inghilterra, l’abdicazione del Re d’Egitto Faruk, le sommosse in Marocco e in Tunisia. Realizza persino un reportage in una base militare americana al Polo Nord, ma è anche testimone della vita mondana e culturale degli anni Cinquanta, fotografando François Mauriac, Charlie Chaplin, Edith Piaf, Brigitte Bardot, Maurice Chevalier, Sophia Loren, Marlene Dietrich e Vittorio De Sica. Durante un reportage realizzato con il giornalista di “Paris Match” Pierre Galante fotografa il primo incontro tra Grace Kelly e il Principe Ranieri di Monaco.
Il 10 novembre del 1955 si sposa con Annie Falk a Parigi.
Nella primavera del 1956, insieme al giornalista e scrittore Dominique Lapierre, Jean-Pierre Pedrazzini ha l’idea d’intraprendere un viaggio in Unione Sovietica. L’autorizzazione, molto difficile da ottenere in quegli anni, viene loro concessa grazie all’interessamento personale del Primo ministro Nikita Kruscev, che aveva conosciuto Pedrazzini pochi mesi prima, durante la visita in Unione Sovietica dell’ex-Presidente francese Vincent Auriol. Il 14 luglio, parte in automobile con Dominique Lapierre e le rispettive consorti, percorrendo più di 13.000 chilometri attraverso l’Unione Sovietica e spingendosi fino in Georgia 2.
Nell’ottobre del 1956, appena qualche settimana dopo il suo ritorno dall’URSS, Pedrazzini copre per Paris Match la rivolta del popolo ungherese contro il regime filosovietico. Il 30 ottobre, sulla Piazza della Repubblica di Budapest, mentre fotografa gli insorti che prendono d’assalto la sede della polizia politica, viene ferito da diverse raffiche di proiettili al ventre, alla colonna vertebrale e alle gambe. Operato due volte d’urgenza in un ospedale della capitale ungherese, il 3 novembre è rimpatriato a Parigi in aereo in condizioni assai critiche. Muore alla Clinica Maillot di Neuilly il 7 novembre del 1956, a soli 29 anni. I suoi funerali si svolgono il 9 novembre nella chiesa di Saint-Philippe-du-Roule a Parigi. All’inizio del 1957 è inumato nella cappella di famiglia al cimitero di Locarno.

Il governo francese gli ha conferito a titolo postumo l’ordine di Cavaliere della Legion d’Onore.
Nel 1987, una quindicina di sue fotografie scattate a Budapest sono state presentate nell’ambito della mostra “Il Ticino e i suoi fotografi”, organizzata dalla Fondazione svizzera per la Fotografia al Museo cantonale d’Arte di Lugano e in altre località della Svizzera 3.
Nel 1990 in sua memoria è stata posata una targa a Budapest, nel luogo esatto in cui è stato ferito a morte. Il suo nome è stato attribuito a una sala dell’Istituto Francese di Budapest.
Nell’ottobre del 2001 è organizzata una mostra di sue fotografie al Centro culturale francese di Budapest.
Nell’autunno del 2003 il governo ungherese consegna ai suoi familiari una medaglia d’onore in occasione di un’esposizione dedicatagli dal Museo Nazionale.
Nel settembre del 2006, nell’ambito della quinta edizione della “Biennale dell’Immagine”, il Comune di Chiasso organizza la prima esposizione antologica delle fotografie di Jean-Pierre Pedrazzini.
Nell’ottobre del 2006, il regista svizzero Villi Hermann realizza il documentario “Pédra. Un reporter sans frontières” 4.
Nel novembre del 2006, il numero 3000 di Paris Match sarà dedicato alla sua memoria in concomitanza con il cinquantennale della morte.

1) Dopo il suo ritorno dall’America nel 1900, contribuì alla modernizzazione della regione di Locarno fondando la Società Elettrica Locarnese, costruendo il Quartiere Nuovo (al centro del quale si trova una bella piazza che oggi porta il suo nome) e partecipando alla realizzazione della Ferrovia di Valmaggia e della Funicolare della Madonna del Sasso. Fu sindaco di Locarno dal 1914 al 1916.

2) Dopo la morte di Jean-Pierre Pedrazzini, nella primavera del 1957 Dominique Lapierre pubblica un resoconto di questo viaggio eccezionale con il titolo En liberté sur les routes d’U.R.S.S. (edizioni Grasset, Parigi). Qualche mese più tardi viene distribuito nelle sale francesi e belghe un documentario dallo stesso titolo (sottotitolo: “Comment vivent les Russes”) firmato da Lapierre e Pedrazzini, della durata di 67 minuti, che riceve un’accoglienza piuttosto fredda sulla stampa. Pedrazzini figura anche come operatore alla macchina da presa. Sempre nel 1957, con la firma Lapierre e Pedrazzini, vengono pubblicate due edizioni di un libro illustrato con circa 120 fotografie in bianco e nero e a colori scattate da Pedrazzini durante il viaggio in URSS: Russie, Portes Ouvertes (André Sauret - Editions Vie, Losanna 1957, con prefazione di Gaston Bonheur e la collaborazione di Pierre Galante e Victor Laville) e So lebt man heute in Russland (Bertelsmann Lesering, Broscheck & Co, Amburgo, con prefazione di Annie Pedrazzini-Falk).

3) Vedi: Il Ticino e i suoi fotografi, a cura di Walter Binder, Letizia Enderli, Hugo Loetscher, David Streiff, Gerardo Zanetti, Edizioni Benteli, Berna, 1987.

4) Una produzione Imagofilm Lugano in coproduzione con la Televisione della Svizzera Italiana e la Televisione della Svizzera Romanda

Biografia a cura di Antonio Mariotti

 

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